Dead Drops: reale e virtuale si scontrano

Sabato 07 Luglio 2012 08:07 Zaira Ricca
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Chiavetta USB collocata all'interno di un muro in mattoni.

ARAM BARTHOLL - Il noto mensile di informazione Wired, ha descritto la capitale francese come “La città più droppata d’Europa”. L’articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2011 e si riferiva al Dead Drops, una stravagante tendenza lanciata  dall’artista tedesco Aram Bartholl, noto per la sua attitudine ad esplorare il rapporto che intercorre tra mondo reale e mondo virtuale.

LA PERFORMANCE - L’artista si pone come obiettivo la trasformazione dell'ambiente cittadino in una sorta di social network in cui le strade e gli spazi pubblici dovrebbero sostituire l’ormai nota bacheca impiegata per la condivisione dei contenuti sul web. Il progetto consiste nel posizionare decine di chiavette USB in punti strategici della città quali panchine, monumenti e altri arredi urbani: su tali dispositivi ognuno può caricare ciò che desidera (mp3, filmati, immagini…) mettendo i propri documenti a disposizione di chiunque. Le chiavette così collocate possono essere rintracciate grazie al blog dell'artista (http://deaddrops.com) dove sono riportate le coordinate GPS (Global Positioning System) di ognuna di esse e sul quale Bartholl spiega come procedere per collaborare alla sua iniziativa al fine di ampliarne la portata. 

L’IDEA DI FONDO - Restano sicuramente dei dubbi sulla reale possibilità che il fenomeno si diffonda, tuttavia è apprezzabile il discorso su realtà e mondi virtuali che Bartholl pone alla base del proprio lavoro, trasformando la capitale francese in un social network reale e mettendo in atto una forma off-line di peer-to-peer. Ritroviamo la stessa tematica in altri progetti dell'artista tedesco, che nel 2011 ha collocato in alcune città europee enormi segnali in legno colorato identici alle icone grafiche utilizzate da Google Maps e che nel 2004 ha trasferito le dinamiche del noto videogioco The Sims nella vita quotidiana attraverso l’opera/performance DIY. 

IL LIBRO - Gli esempi possibili sono numerosi, tanto da essere stati raccolti dall’artista nel libro “The Speed Book”, mentre il ragionamento di fondo è sempre lo stesso: da un lato si pone l’accento sulle bizzarrie dei mondi virtuali, dall’altro si sottolinea lo stretto legame che intercorre tra reale e virtuale. 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Luglio 2012 08:36 )