Laurea specialistica Scienze e Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione

Elettronica verde: per un progresso che rispetta l'ambiente

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Montagna di computer dismessiE-WASTE - Siamo abituati a parlare di tecnologia in termini di progresso, spesso senza pensare al rovescio della medaglia. Il prefisso “e” di “electronic” ha accompagnato lo sviluppo e la diffusione dell’informatica trasformando termini comuni in affascinanti neologismi hi-tech, ma questa tendenza positiva è stata interrotta dal termine e-waste, usato per indicare la crescente quantità di rifiuti elettronici composta da dispositivi dismessi perché considerati obsoleti. 

LE STIME - Nel 2005 Greenpeace aveva stimato una produzione globale di rifiuti elettronici compresa tra 20 e 50 milioni di tonnellate all’anno, cifre che non si sono ridimensionate, ma anzi hanno continuato a crescere parallelamente alla diffusione delle nuove tecnologie nei Paesi emergenti. La percentuale più consistente di tali rifiuti è composta da computer e cellulari, sostituiti con maggiore frequenza rispetto ad altri dispositivi e composti da materiali difficili da smaltire. Tali dispositivi richiedono procedure complesse e dispendiose per essere riciclati ed è questa una delle principali ragioni per cui, sempre secondo una stima di Greenpeace, in Italia solo il 9% dei computer viene riciclato. 

SOLUZIONI ALTERNATIVE - Perché si possa realmente parlare di progresso è fondamentale raggiungere la sostenibilità ambientale anche nel settore informatico. Fortunatamente in questa direzione si muovono già i primi passi grazie ad iniziative molto diverse tra loro, ma volte a raggiungere lo stesso fine. In quest’ottica di ricerca di soluzioni alternative è stato ideato Recompute: un computer realizzato in cartone e colla non tossica. Ad eccezione di alcuni componenti come la scheda madre, il processore e l’alimentatore, ha il pregio di essere interamente riciclabile. Articoli analoghi sono disponibili su Matrec, acronimo di Material Recycling (http://www.matrec.it/): la prima banca dati italiana gratuita dedicata alle aziende che realizzano per il mercato i propri prodotti in un’ottica di attenzione all’ecologia. Infine Greenpeace, sempre nell’ambito della lotta all’e-waste, ha stilato nel 2006 una classifica periodicamente aggiornata in cui compaiono le 18 multinazionali legate alla produzione di personal computer, cellulari, televisioni e console che cercano di migliorare gli aspetti ecologici delle loro produzioni secondo i criteri dettati dall’organizzazione ambientalista.  

LA FILOSOFIA DELLE 7 “R” - Tali iniziative sono sicuramente da apprezzare, ma è fondamentale che ognuno di contribuisca ricordando - ma soprattutto applicando! - la filosofia delle sette “R”: Ridurre i consumi, Riutilizzare, Riparare, Riciclare, Risparmiare, Riflettere e considerare anche i rifiuti come una preziosa Risorsa.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Luglio 2012 08:37 )
 

Dead Drops: reale e virtuale si scontrano

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Chiavetta USB collocata all'interno di un muro in mattoni.

ARAM BARTHOLL - Il noto mensile di informazione Wired, ha descritto la capitale francese come “La città più droppata d’Europa”. L’articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2011 e si riferiva al Dead Drops, una stravagante tendenza lanciata  dall’artista tedesco Aram Bartholl, noto per la sua attitudine ad esplorare il rapporto che intercorre tra mondo reale e mondo virtuale.

LA PERFORMANCE - L’artista si pone come obiettivo la trasformazione dell'ambiente cittadino in una sorta di social network in cui le strade e gli spazi pubblici dovrebbero sostituire l’ormai nota bacheca impiegata per la condivisione dei contenuti sul web. Il progetto consiste nel posizionare decine di chiavette USB in punti strategici della città quali panchine, monumenti e altri arredi urbani: su tali dispositivi ognuno può caricare ciò che desidera (mp3, filmati, immagini…) mettendo i propri documenti a disposizione di chiunque. Le chiavette così collocate possono essere rintracciate grazie al blog dell'artista (http://deaddrops.com) dove sono riportate le coordinate GPS (Global Positioning System) di ognuna di esse e sul quale Bartholl spiega come procedere per collaborare alla sua iniziativa al fine di ampliarne la portata. 

L’IDEA DI FONDO - Restano sicuramente dei dubbi sulla reale possibilità che il fenomeno si diffonda, tuttavia è apprezzabile il discorso su realtà e mondi virtuali che Bartholl pone alla base del proprio lavoro, trasformando la capitale francese in un social network reale e mettendo in atto una forma off-line di peer-to-peer. Ritroviamo la stessa tematica in altri progetti dell'artista tedesco, che nel 2011 ha collocato in alcune città europee enormi segnali in legno colorato identici alle icone grafiche utilizzate da Google Maps e che nel 2004 ha trasferito le dinamiche del noto videogioco The Sims nella vita quotidiana attraverso l’opera/performance DIY. 

IL LIBRO - Gli esempi possibili sono numerosi, tanto da essere stati raccolti dall’artista nel libro “The Speed Book”, mentre il ragionamento di fondo è sempre lo stesso: da un lato si pone l’accento sulle bizzarrie dei mondi virtuali, dall’altro si sottolinea lo stretto legame che intercorre tra reale e virtuale. 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Luglio 2012 08:36 )
 

L'artista sul Web 2.0

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Internet è una grande vetrina dove chiunque può decidere cosa esporre: la propria merce, il proprio bagaglio di esperienze o semplicemente solo se stesso. Pensiamo ora agli artisti, che già nel mondo reale hanno difficoltà a comunicare le loro opere e le loro idee, come possono riuscire a farlo sul web? La divulgazione dell’arte e la promozione dell’artista sul web e sui social media può essere un mezzo molto efficace per condividere le sue idee ed il suo estro, basta documentarsi un po’ sui nuovi strumenti che il web mette a disposizione. Il sito Art Marketing Secrets svela molti trucchi e fornisce chiari e interessanti regole per presentare l’arte contemporanea sul Web 2.0.  
Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Gennaio 2011 13:20 ) Leggi tutto...
 

Leggeremo di più con gli e-books?

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Grazie ai nuovi dispositivi elettronici, ai nuovi tablet come l’i-Pad o Kindle, oggi si può usufruire della propria intera libreria elettronica ovunque ci si trovi: sulla metropolitana, sull’aereo o in cima ad una montagna. La rivoluzione digitale è già avvenuta: secondo Amazon, la maggiore libreria on-line al mondo,  nel mese di luglio ogni 100 libri cartacei sono stati venduti 180 e-books.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Gennaio 2011 13:23 ) Leggi tutto...
 

Geolocalizzazione e social network: che fine farà la privacy?

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grafica placesPlaces è un servizio di geolocalizzazione lanciato da Facebook e disponibile come applicazione per l’I-phone che permette di far sapere agli amici la propria posizione direttamente dallo smartphone.  Al momento questa app è funzionante solo negli Stati Uniti e ha già sollevato molte polemiche relative alla privacy dei fruitori del social network più diffuso al mondo, anche se per la condivisione delle informazioni sulla posizione occorre il consenso esplicito dell'utente.  
Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Gennaio 2011 13:27 ) Leggi tutto...
 
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